Ri-posto il mio lavoro andato perduto un paio di anni fa. Risale a maggio 2008.
I principi ispiratori sono soltanto due e molto semplici: non deve servirmi per poter togliere il piede dall’acceleratore in viaggio su strada asfaltata, mi pare una cosa pericolosa visto che non è elettronico né automatico ma “ruspante e meccanico ” (quindi in caso di emergenza premendo la frizione o il freno non si disinnesta ed il motore continua a tirare.
Deve invece servire a mantenere accelerato il motore in caso di uso del verricello, poiché è bene che l’alternatore (tramite il motore accelerato) fornisca la maggior corrente possibile durante il cospicuo prelievo di corrente dalla batteria quando il verricello è in funzione, soprattutto in tiro sotto sforzo.
Ho usato un vecchio manettino per acceleratore da tagliaerba dotato di cavo unico semirigido inguainato, una piccola puleggia (per la cronaca, è una di quelle puleggette per le tende a pacchetto che si usano in casa o negli uffici, quelle che tirando un cordino salgono in verticale davanti alle finestre e si accumulano in alto sotto al soffitto), alcuni cm di cavetto flessibile di acciaio con due morsetti per formare due occhielli alle estremità, qualche rivetto. Ho poi formato e forato una squadretta di metallo ad angolo retto per fissare la puleggia e una piattina per fissare il cavo inguainato. Con un pezzo di plastica opportunamente sagomato a caldo ed un po’ di vernice nera ho curato l’estetica del manettino e l’ho fissato al suo posto, in posizione comoda per azionarlo con la mano sx ma senza che dia intralcio alcuno.
Anzi, l’unico intralcio che ho volutamente creato è all’azionamento del comando del verricello: se il manettino non viene accelerato almeno di un po’, il pulsante per azionare il verricello non è raggiungibile. Come è evidente dalle foto, se la porta è aperta ci si arriva comunque perché il manettino è fissato al cruscotto mentre il telecomando del verricello è fissato alla portiera (ma ho fatto il relativo supporto in modo tale che il telecomando sia estraibile).
Le foto:
qui si vede il manettino, la porta è aperta
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qui si vede tutto il complesso posizionato ai di sotto dei pedali, che verrà poi coperto dalla moquette e dal tappetino
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la puleggia,
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E’ molto importante che il cavetto sia flessibile al massimo, perché non deve ostacolare la normale pressione del pedale col piede. E’ altrettanto importante che il cavetto non si sganci né dal pedale, né dal cavetto semirigido del manettino, né che esca dalla puleggia (per questo ho spessorato opportunamente la squadretta in modo che le spalle della puleggia siano a filo col pavimento e facciano da contenimento al cavetto flessibile).
come dicevo, a porta chiusa il manettino è esattamente sopra al comando del verricello e lo rende volutamente inagibile
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L’azionamento è semplicissimo ma non lo faccio forzando il manettino: premo normalmente il pedale col piede e sostengo poi la tensione spostando il manettino verso l’alto. Fissando il cavetto al pedale nel punto più distante possibile dal fulcro del pedale stesso, il motore gira a 3000 giri / min col cambio in folle ed il manettino alzato al massimo mentre ovviamente sono possibili tutti i regimi inferiori fino al minimo: mi pare che possa andare più che bene! Fissando il cavetto più vicino al fulcro il motore girerà più veloce, ma non serve.
Sopra scrivevo che su strada non conviene usarlo, ma l’ho voluto comunque provare [:2]: in quinta lunga e manettino tutto accelerato il carriolon viaggia a 65 km / orari al regime di coppia massima (1800 giri / min) con gomme stradali e terreno in piano: fortuita e favorevolissima conseguenza, del tutto inattesa quanto ottimale!
Cari saluti!!
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