Sono on-line e ti rispondo al volo.
Guarda l'immagine:

Gli anelli in acciaio sono quelli contrassegnati con il numero 4. Quelli in bronzo sono indicati con i numeri 3 e 5.
Cambiarli o non cambiarli... a me non convincevano. Misurare la regolarità di un cono non è cosa facile. Le rigature superficiali erano evidenti e ho preferito sostituire. Probabilmente non era necessario, ma ho voluto fugare ogni dubbio. Purtroppo costano cari. Sono certo che Ashcroft li avrebbe mantenuti.
Riguardo alla filosofia del "vale la pena di cambiare tutto visto il lavoraccio", sappi che mi sto mangiando le mani per non aver sostituito il maledettissimo volano (peraltro già cambiato in richiamo a 50 kkm) per aver voluto risparmiare 400 Euro. Lo avevo davanti al naso, l'ho toccato, ho verificato la planarità del disco d'attrito, non aveva giochi... eppure, dopo aver sostituito tutto ciò che gravita intorno alla frizione, ho la macchina che saltella quando metto la prima a freddo (difetto presente anche prima della sostituzione del disco e della riparazione del cambio). Non sono ancora certo che l'anomalia dipenda dal volano, ma col senno di poi l'avrei cambiato. Uomo avvisato, mezzo salvato.
Relativamente alla chiave ti ho consigliato la 32 a bussola lunga affinché tu la possa montare sulla dinamometrica. Con una chiave fissa, a meno che non si tratti di una poligonale a collo ritorto, non riesci a stringere il dado, riesci a malappena ad allentarlo, non senza rovinarlo. Guarda com'è incassato il dado all'interno dell'ingranaggio, si vede bene in una delle foto postate in precedenza. E poi credo che quel dado vada serrato con la certezza della coppia che stai applicando.
Secondo me, in questo genere di lavori, non puoi prescindere dall'uso di una chiave dinamometrica. Io esagero, la uso dappertutto, e quando non dispongo dei valori di coppia dichiarati dal costruttore dell'assieme su cui sto lavorando, mi riferisco alle tabelle UNI in funzione della classe di resistenza del bullone e dell'impiego.
I meccanici "ruspanti" mi ridono in faccia e sostengono che vada utilizzata solo sui prigionieri delle testate motore e per il precarico di certi cuscinetti. Pur avendo una discreta sensibilità su polso e avambraccio destro - in altre parole pur essendo perfettamente in grado di serrare un bullone senza "stirarlo" o lasciarlo lento - ritengo che la certezza strumentale sia in qualunque lavoro un "must have".
Riguardo all'officina (la mugliera s'inca##a, dice che quello è il NOSTRO garage, non la MIA officina

), vi assicuro che sono ancora lontanissimo dal mio ideale e aggiungo che in realtà c'è un gran casino. Stavo proprio lavorando alla sua sistemazione quando è accaduto il fattaccio del cambio.
Considerate che in ditta avrei tutto lo spazio e l'attrezzatura che voglio per lavorare sul Def... prima facevo così. Tuttavia, da quando abbiamo cambiato casa e ho avuto la possibilità d'organizzarmi un garage, sono felice d'evitare di frequentare anche al sabato e la domenica il posto che vedo già tutti i giorni per ragioni professionali!
Dopo il cambio, sulla scia del "già che ci sono faccio anche questo", mi sono ritrovato ad impiegare quasi tutti i weekend dall'inizio dell'anno ad oggi dietro al Defender e ho trascurato il completamento dell'allestimento del garage.
Adesso che ho finito col Defender (ieri l'ho lavato, oggi ho dato il Ferox sulla traversa posteriore e l'ho riverniciata, adesso sto giocando con la finta pelle nera per un piccolo separatore da montare sul cruscotto, sono ormai sui dettagli...), procederò con il completamento dell'officina casalinga.
Prossimamente mi occuperò dell'installazione di quello che io chiamo scherzosamente "carroponte" per spaventare mia moglie: una bella trave IPE da 80x160x4500 mm verniciata rigorosamente di giallo, un carrello, un paranco elettrico da 500 kg con tanto di pulsantiera pensile. Come dire: sono quasi pronto per tirare giù, anzi su, il motore!

Ciao.
Francesco Mazzitelli
franktd5@sctnet.it
Land Rover Defender 90 Td5 - 1999