IX° giorno domenica 15/11/2015
km 399873
Stanotte è stata bruttina, prima le zanzare e le mosche in macchina, poi la sete, poi il caldo, poi il freddo..... un incubo!!! Mi alzo alle 6.30 più stanca di quando sono andata a dormire. Al risveglio ritornano le zanzare e quindi non posso stare fuori a godermi il sorgere del sole e risalgo in macchina. Alle 7,15 si alza anche Ezio ed insieme ripristiniamo il Boss e anche la cinghia dei servizi che ci ha dato noia in questi giorni e, alle 8.15, riprendiamo la N1 direzione Dakhla. Prima ovviamente paghiamo il campeggio ( 85dh per la sosta 50dh per la mia doccia). Cominciamo a dare le fiches come caramelle, i controlli qui sono più intensi rispetto a ieri. Passiamo Layounne, bardata a festa come tutte le città fatte fin qui, visto che a breve il Re passerà di qui, e ci facciamo lavare la macchina in un distributore. Il lavaggio automatico non funziona, ma 2 validi ragazzi ci danno dentro a pulirla con una pompa, degli stracci e una scopa, coadiuvati da Ezio.
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Ci impiegano un ora abbondante a rendere il Boss presentabile e ci dicono di fare noi il prezzo per il lavaggio. Gli lasciamo 40 dh, non sappiamo se sono sufficienti, ma i ragazzi sembrano molto felici del guadagno.
Proseguiamo sempre sulla N1, il paesaggio è brullo, piatto e molto molto noioso. Fa anche molto molto caldo. A Boujdour ci fermiamo a fare gasolio e considerata l'ora, le 12.30, entriamo in città per vedere se troviamo un posto dove poter mangiare del pesce. Ci fermiamo lungo la strada, in prossimità del porto, dove ci sono delle fetide baracche che arrostiscono del pesce e, per 50dh, Ezio acquista 600grammi di gamberetti. La baracca che scegliamo per fare arrostire i crostacei non solo è fetida ma anche infestata da mosche, ma l'omino che arrostisce il pesce è simpatico ed Ezio ha troppa fame per star lì a lamentarsi. Ed infatti si mette a mangiare voracemente, sotto lo sguardo dei locali divertiti dal nostro comportamento. Infatti io ho sia troppo caldo sia poca voglia di mangiare e quindi risalgo in macchina a scattare foto.
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Ezio non riesce a finire i gamberetti e il tizio ci fa un “dogybag”, non vi dico come. Lasciamo Boujdour e ci dirigiamo presso i relitti delle navi che distano pochi km dalla città. Lungo il percorso, non resisto, e finisco i gamberetti lasciati dal marito. Arriviamo all'incrocio per i relitti e, come 3 anni fa, c'è ancora il posto di blocco dove ci avevano impedito di scendere. Questa volta siamo fortunati e il poliziotto ci fa prendere il sentiero che porta alle navi ma ci dice anche che non possiamo fare campo qui per stanotte. Non ce lo facciamo ripetere due volte e scendiamo verso il mare. Noi, appena vediamo sabbia, diventiamo degli idioti. ed infatti come degli idioti dopo un po' ci insabbiamo. Ezio me lo aveva che quella sabbia non gli piaceva, ma io ho insistito.....
Molliamo il Boss spanciato sulla sabbia, tanto di lì non si muove, e a piedi raggiungiamo il relitto.
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Scattiamo qualche foto e poi si inizia a spalare come forsennati. Parecchi tentativi dopo e quasi un ora persa, decidiamo di sgonfiare ancora di più le ruote e di usare le scalette come piastre. Così facendo in un attimo il Boss riemerge dalle trappola sabbiosa. Sono le 15.00, siamo stanchi e accaldati, ci sono 30°C e la doccia di ieri è un lontano ricordo. Riprendiamo la strada, noiosa noiosa noiosa, il caldo aumenta ma almeno c'è un pò di vento ad alleviarlo. Se non avessimo perso tempo a spalare ci saremmo fermati a Kraa, un villaggio di pescatori con una spiaggia bellissima, ma è tardi e non vogliamo fare questo tratto di strada col buio, l'asfalto non è dei migliori ed il traffico di camion è in aumento. Raggiungiamo la prima rotonda verso le 17.30, solito controllo solito rilascio di fiches e deviamo verso destra lasciando la N1 in direzione Dakhla che dista circa 40 km. Qui, forse perchè zona turistica, le condizioni del manto stradale migliorano notevolmente e anche il panorama si fa più interessante.
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Alle 18.00 incontriamo Nico e, dopo i saluti di rito, ci accompagna a casa sua dove troviamo ad attenderci Dot, una dolce e simpatica cagnolina. Ci offre di farci fare una doccia calda e chi siamo noi per rifiutarla? Ricordati, una doccia calda non si rifiuta mai!!
Rinfrancati, con la pancia piena visto che il buon Nico ci ha preparato un'ottima carbonara, e con accesso ad internet trascorriamo una piacevole serata chiacchierando del più e del meno. In particolare si discute di un suo ambizioso progetto e cioè un Tour Operator molto speciale che ormai sta prendendo forma. Da come ne parla si capisce subito che lo fa veramente con passione ed intende improntare l'attività sull'ecosostenibilità. Un modo diverso di conoscere il deserto marocchino e la stupenda gente Saharawi (dakhla-rovers.com/).
Commentiamo il fatto che per un giorno non riusciamo ad incontrarci con l'amico Gennaro (Gen) e questo ci dispiace molto, sarà per un'altra volta.
Anche se domani possiamo prendercela comoda, il sonno e la stanchezza adesso la fanno da padrona e, salutato l'amico, andiamo in campeggio. E' situato fuori dal centro cittadino ma è comunque una buona e comoda soluzione rispetto a cercarci un posto dove fare campo libero. Effettivamente non è dei migliori, i bagni sono fatiscenti e poco praticabili, ma che si pretende per 60dh al giorno? Stasera decidiamo finalmente di dormire nell'air-camping quindi ci mettiamo un pò a sistemarci per la notte, alle 23.30 siamo a nanna.
X° giorno lunedì 16/11/2015
km 400427
Il vento stanotte ha aumentato la sua intensità, questo ci ha un pò infastidito, ma visto che natura chiama sono costretta ad alzarmi. Considerato che oggi non abbiamo fretta, resteremo a Dakhla per aspettare Claudio e la Katia, ritorno a dormire, o se non altro a rilassarmi a letto. Sistemato il Boss siamo pronti per visitare Dakhla. Prima ci facciamo a piedi un giro nella zona del mercato, questa città non ha una vera e propria medina. Non è un granchè il centro e per passare il tempo, abbiamo appuntamento con Nico e Martina alle 13.30, ci facciamo un giro in macchina fino alla punta estrema della penisola. Il panorama è bello ma è un vero peccato che a deturparlo ci sia una montagna di immondizia, in più, alla fine della strada asfaltata, ci si imbatte in un villaggio di pescatori dove dire che le condizioni di vita e di igiene sono un vero disastro è un eufemismo. Non possiamo restare qui quindi fatti pochi km ci rilassiamo in macchina a guardare l'oceano, infatti il vento è molto forte e non ci consente di scendere dal Boss. Verso l'una ritorniamo verso il centro e, dopo aver fatto un pò di spesa, ci incontriamo con Nico e Martina. Loro ci accompagnano in un piccolo ristorante, all'inizio era solo un posto di vendita di ostriche, e che oggi offre anche tutta una serie di pesce fresco e molluschi. Si trova a circa 14 km dal centro città. Il posto è magnifico, l'acqua ti lambisce i piedi, e il cibo è buonissimo, noi optiamo per una tajine mista di "conquillage" che dire buona è riduttivo, mentre loro si “slappano” un pescione con verdure.
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Questo è il miglior pasto fatto in Marocco sia questa che l'altra volta. Verso le 16.00 andiamo a trovare Akhmed, un saharawi amico di Nico che vive in una tenda a ridosso di una piccola ma splendida insenatura.
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Il suo stile di vita è a dir poco particolare, ma questo ti fa capire come nella vita si ha bisogno di veramente poco. Ci prepara il thè in stile saharawi e trascorriamo, in questo magnifico posto, tutto il pomeriggio.
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Akhmed è un uomo di un'ospitalità squisita e noi non ce la sentiamo di andar via senza avergli lasciato un piccolo regalo. Durante la conversazione pomeridiana scopro che va matto per il panettone, senza farlo apposta ne abbiamo portato uno dall'Italia per far colazione durante il viaggio in Mauritania, guardo Ezio e immediatamente lui corre in macchina a prenderlo. Non potevamo fargli un regalo migliore, credo che se passassimo da lui domattina non troveremo neanche le briciole. Salutiamo Akhmed, penso che lui ha capito veramente come vivere a lungo, senza stress, senza problemi, seguendo i ritmi della natura, nutrendosi di quello che offrono le varie stagioni ma riuscendo, con la sua generosità e ospitalità, a conoscere gente che ti riporta le notizie dal mondo e tutto grazie alla sua intelligenza e conoscenza del posto in cui vive. Un pò lo invidio, Ezio anzi lo vorrebbe imitare, e magari non è detto che, se dovessimo tornare in Marocco, non ci si possa fermare da lui per un periodo di tempo per vivere in perfetta armonia con la natura. Inshallah! Ritorniamo a casa di Nico e Martina, che gentilmente ci concedono di farci un'altra doccia, in attesa dell'arrivo di Claudio e Katia. Che arrivano verso le 20.00 e, dopo aver stappato l'unica bottiglia di prosecco portata con noi per festeggiare l'occasione, andiamo tutti insieme prima a cercare una camera d'albergo per i nuovi arrivati e poi a cena. Ci portano in un quartiere "malfamato" di Dakhla dove si trovano questi "baracchini" che vendono carne e te la arrostiscono al momento. Il posto ci piace, di certo non è igienico ma è accogliente e la carne è buona. Fortunatamente, essendo sera, non ci sono mosche, non oso immaginare questo posto di giorno. La compagnia è piacevolissima e, nonostante oggi sia stata una giornata rilassante, siamo lo stesso stanchi, e verso le 22.00 salutiamo Nico e Martina, accompagniamo Claudio e Katia in albergo e andiamo in campeggio.
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