Western Sahara rovering
Era luglio scorso. E io ero di ritorno a casa. Sul raccordo anulare, pensavo al Nord Africa. Avevo il contatto di Nico73, a Dakhla. Così, fermo in una piazzola di sosta, ”busso” da wapp e gli chiedo se, per favore, mi manda qualche foto della zona. Mi accontenterò solo di qualche foto. Sono curioso. Non conosco la baia. Sono arrivato solo fino a qualche centinaio di km più a Nord. Vorrei passarci, diretto in Mauritania.
Nico, col quale, in passato, mi sono appena scambiato qualche messaggio su AL, mi risponde subito.
Inizia così, proprio sul raccordo anulare di Roma, una linea di corrispondenza.
Passano le settimane e i mesi e, ridendo e scherzando, ci conosciamo meglio. Nicolò e la sua compagna Martina, un anno fa, hanno lasciato l’Europa (l’Olanda, dove avevano domicilio e impiego) e si sono trasferiti nel Sud del Marocco, a Dakhla. La baia per loro è un luogo elettivo. Sin dal 2008 era stata la meta delle loro vacanze: il luogo perfetto per praticare il loro sport preferito: il kite surf. Poi, è in seguito a 2 viaggi “diversi”, con il Defender, è maturata in loro la decisione di trasferirsi lì e di avviare un’attività: un piccolo TO (viewtopic.php?f=20&t=92210&p=1339400#p1339400) con una suggestiva “mission plurale” volta ad offrire una fruizione consapevole delle ricchezze e delle fragilità del tratto di Oceano sul quale affaccia Dakhla (che gode di un clima tropicale e che, battuta da un vento costante, è – appunto - un noto paradiso internazionale per il kite surf), ma anche tesa a valorizzare l’approccio esplorativo dell’ex Saguia el Hamra y Río de Oro, ovvero, l’ex Africa Occidentale spagnola, oggi noto come Western Sahara; a far conoscere i tesori naturalistici che serba il territorio, favorendo anche l’incontro con la popolazione saharawi, i suoi costumi e i suoi problemi politici e socioeconomici che si trascinano da decenni.
Nico è un istruttore di subacquea. Così pure Martina. Ma madame è anzitutto una biologa marina impegnata in progetti di ricerca scientifica internazionale. Entrambi hanno grande passione per ciò che stanno facendo. Nico e Martina hanno due 110 (un td5 e un 300). Sistemano i visitatori in guest houses; cucinano per loro; al mattino, li conducono alla scoperta di baie e di onde oceaniche e, contando sulla solida esperienza del territorio che i saharawi hanno trasmesso a Nicolò, fanno saggiare agli ospiti “meno surf dipendenti” percorsi or che implicano contatti con i locali, i loro insediamenti, le loro attività vitali e che comprendono anche esplorazioni di siti naturalistici, termali e paleontologici, concludendosi con campi serali sulla sabbia. Al loro ritorno a casa, i viaggiatori serbano indelebili ricordi di esperienze profonde dei luoghi esplorati.
Nico, un giorno, mi fa: <<Ti va di venire qua, vedere e collaborare?». Ovviamente io ho detto: <<Certo!». E così sono stato nominato reporter di Dakhla Rovers
Nei 10 giorni scorsi, sono stato a Dakhla e nel WS a documentarmi. Ho girato con Nico e Martina per un migliaio di km e ora comincio a scrivere il resoconto di ciò che ho visto e fatto. Vi mostrerò le meraviglie della regione, invitandovi a considerare il posto come una meta di viaggio: varie tipologie di viaggio – l’offerta, come mostrerò, è plurale... e aperta agli auto-muniti, come a chi - come me -, questa volta, ha lasciato il Defender a casa ed è arrivato con l'aereo...
Nico, col quale, in passato, mi sono appena scambiato qualche messaggio su AL, mi risponde subito.
Passano le settimane e i mesi e, ridendo e scherzando, ci conosciamo meglio. Nicolò e la sua compagna Martina, un anno fa, hanno lasciato l’Europa (l’Olanda, dove avevano domicilio e impiego) e si sono trasferiti nel Sud del Marocco, a Dakhla. La baia per loro è un luogo elettivo. Sin dal 2008 era stata la meta delle loro vacanze: il luogo perfetto per praticare il loro sport preferito: il kite surf. Poi, è in seguito a 2 viaggi “diversi”, con il Defender, è maturata in loro la decisione di trasferirsi lì e di avviare un’attività: un piccolo TO (viewtopic.php?f=20&t=92210&p=1339400#p1339400) con una suggestiva “mission plurale” volta ad offrire una fruizione consapevole delle ricchezze e delle fragilità del tratto di Oceano sul quale affaccia Dakhla (che gode di un clima tropicale e che, battuta da un vento costante, è – appunto - un noto paradiso internazionale per il kite surf), ma anche tesa a valorizzare l’approccio esplorativo dell’ex Saguia el Hamra y Río de Oro, ovvero, l’ex Africa Occidentale spagnola, oggi noto come Western Sahara; a far conoscere i tesori naturalistici che serba il territorio, favorendo anche l’incontro con la popolazione saharawi, i suoi costumi e i suoi problemi politici e socioeconomici che si trascinano da decenni.
Nico è un istruttore di subacquea. Così pure Martina. Ma madame è anzitutto una biologa marina impegnata in progetti di ricerca scientifica internazionale. Entrambi hanno grande passione per ciò che stanno facendo. Nico e Martina hanno due 110 (un td5 e un 300). Sistemano i visitatori in guest houses; cucinano per loro; al mattino, li conducono alla scoperta di baie e di onde oceaniche e, contando sulla solida esperienza del territorio che i saharawi hanno trasmesso a Nicolò, fanno saggiare agli ospiti “meno surf dipendenti” percorsi or che implicano contatti con i locali, i loro insediamenti, le loro attività vitali e che comprendono anche esplorazioni di siti naturalistici, termali e paleontologici, concludendosi con campi serali sulla sabbia. Al loro ritorno a casa, i viaggiatori serbano indelebili ricordi di esperienze profonde dei luoghi esplorati.
Nico, un giorno, mi fa: <<Ti va di venire qua, vedere e collaborare?». Ovviamente io ho detto: <<Certo!». E così sono stato nominato reporter di Dakhla Rovers
Nei 10 giorni scorsi, sono stato a Dakhla e nel WS a documentarmi. Ho girato con Nico e Martina per un migliaio di km e ora comincio a scrivere il resoconto di ciò che ho visto e fatto. Vi mostrerò le meraviglie della regione, invitandovi a considerare il posto come una meta di viaggio: varie tipologie di viaggio – l’offerta, come mostrerò, è plurale... e aperta agli auto-muniti, come a chi - come me -, questa volta, ha lasciato il Defender a casa ed è arrivato con l'aereo...
