Etna. piccolo giro poche foto.
dopo quasi un anno, Domenica ho deciso di prendere una giornata e dedicarla al relax e l'esplorazione dell parco dell'Etna. Il parco dell'Etna è notoriamente conosciuto come i soliti vulcanelli, i soliti panorami e le solite strade fra le colate laviche.
Ho deciso di guardare altrove e spostare lo sguardo dove pochi turisti osano o vengono indirizzati. Cosi solita tappa salendo Da Nicolosi fino al Rifugio Sapienza, niente di nuovo. poi scendo verso Milo e risalgo a Piana Provenzana. Bene su Piana Provenzana è piu facile capire che una caratteristica molto importante dell'Etna , è la capacità di rigenerarsi e cambiare continuamente : dal fuoco che tutto distrugge alla verde rigoglioso che prosperando genera vita su vita.
Su piana provenzana è molto presente il contrasto del verde al nero ed al bianco dei pini distrutti dalle vecchie colate laviche. Qui è inoltre possibile fare delle simpatiche escursione su quadrupede .
Riscendendo verso casa, decido di fare il giro alle spalle del vulcano e quindi andare in direzione Bronte, patria del pistacchio.
il paesaggio inizia a mutare, intere distese di ginepro dell'etna inebriano l'aria del loro profumo. se non sbaglio la strada si chiama quota mille. è molto bella perchè da un lato ammiri l'etna e dall'altro lato intravedi le madonie e le montagne del parco dei nebrodi.
poco prima di arrivare a Bronte, il terreno muta. la pietra lavica lascia spazio a distese fertile e coltivate ad ulivi, vite, ciliegi e fragole. ai lati della strada è possibile comprare i frutti coltivati dai contadini dei campi vicino .
Termino la mia piccola gita di mezza giornata a Bronte. un buon caffè ed un gelato al pistacchio e si torna a casa.
Domenica ho lasciato dietro stress , pensieri e stanchezza, e poi i panorami sono sempre uno spettacolo
. Non sarà , il mio, il reportage del secolo ma spero che possa servire a qualcuno di voi che viene a visitare la Sicilia.
RIcordo che il parco dell'Etna è molto di più di quello descritto da me : è un mix di culture, sapori, colori ed odori davvero ampio ed unico al mondo e mi spiace che ci stiamo giocando il riconoscimento Unesco a causa dell'aumento delle discariche abusive nel parco.
Ho deciso di guardare altrove e spostare lo sguardo dove pochi turisti osano o vengono indirizzati. Cosi solita tappa salendo Da Nicolosi fino al Rifugio Sapienza, niente di nuovo. poi scendo verso Milo e risalgo a Piana Provenzana. Bene su Piana Provenzana è piu facile capire che una caratteristica molto importante dell'Etna , è la capacità di rigenerarsi e cambiare continuamente : dal fuoco che tutto distrugge alla verde rigoglioso che prosperando genera vita su vita.
Su piana provenzana è molto presente il contrasto del verde al nero ed al bianco dei pini distrutti dalle vecchie colate laviche. Qui è inoltre possibile fare delle simpatiche escursione su quadrupede .
Riscendendo verso casa, decido di fare il giro alle spalle del vulcano e quindi andare in direzione Bronte, patria del pistacchio.
il paesaggio inizia a mutare, intere distese di ginepro dell'etna inebriano l'aria del loro profumo. se non sbaglio la strada si chiama quota mille. è molto bella perchè da un lato ammiri l'etna e dall'altro lato intravedi le madonie e le montagne del parco dei nebrodi.
poco prima di arrivare a Bronte, il terreno muta. la pietra lavica lascia spazio a distese fertile e coltivate ad ulivi, vite, ciliegi e fragole. ai lati della strada è possibile comprare i frutti coltivati dai contadini dei campi vicino .
Termino la mia piccola gita di mezza giornata a Bronte. un buon caffè ed un gelato al pistacchio e si torna a casa.
Domenica ho lasciato dietro stress , pensieri e stanchezza, e poi i panorami sono sempre uno spettacolo
. Non sarà , il mio, il reportage del secolo ma spero che possa servire a qualcuno di voi che viene a visitare la Sicilia.
RIcordo che il parco dell'Etna è molto di più di quello descritto da me : è un mix di culture, sapori, colori ed odori davvero ampio ed unico al mondo e mi spiace che ci stiamo giocando il riconoscimento Unesco a causa dell'aumento delle discariche abusive nel parco.

