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## Egitto/ Inchiesta su italiani rapiti, le trattative proseguono
Incerto dove si trovino, ipotesi in Ciad o in Libia
postato 3 ore fa da APCOM
Il Cairo, 26 set. (Apcom) - Sequestro di persona a scopo di estorsione. E' l'ipotesi di reato che la Procura di Roma ha rubricato nel procedimento avviato in relazione al rapimento dei cinque italiani in Egitto. Il fascicolo è stato affidato dal procuratore capo Giovanni Ferrara agli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia, diretta dall'aggiunto Giancarlo Capaldo.
Nelle mani dei rapitori ci sono Walter Barotto, Michele Barrera, Giovanna Quaglia, Mirella De Giuli e Lorella Paganelli con altri cinque tedeschi ed un rumeno. I turisti erano accompagnati da due guide turistiche, quattro autisti, il proprietario del tour operator che ha organizzato il viaggio e un ufficiale di polizia che faceva da scorta. La pena per sequestro a scopo di estorsione, in base all'articolo 630 del codice penale, arriva fino a 30 anni di reclusione. Il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, ricevuto l'incarico, sarà quasi sicuramente coadiuvato da un pm. Già in passato, a Roma, in casi di italiani rapiti all'estero, si era proceduto secondo la fattispecie prevista dal 630, ad esempio nel caso dei tecnici delle società petrolifere presi nel delta del Niger.
Ma intanto non si sa dove si trovino esattamente i cinque italiani e i loro compagni di sventura, prelevati alla frontiera fra Sudan, Libia ed Egitto venerdì scorso nell'area desertica del Gebel El Uwainat egiziano, nell'estremo Sud del paese nordafricano. Ieri il governo sudanese ha dato la notizia che i turisti sarebbero stati spostati su territorio libico. Ci sarebbero in realtà due ipotesi fra di loro contrastanti, che lasciano intuire quanto le trattative in corso fra i sequestratori e la controparte italo-tedesca siano ormai arrivate a un punto cruciale.
Per la carovana in movimento, il quotidiano arabo edito a Londra Sharq El Awsat (Medio Oriente) ipotizza come meta dello spostamento alcune oasi non in Libia ma in territorio ciadiano, dove sarebbe più facile nascondersi e dove la situazione sarebbe più complessa data l'instabilità che caratterizza vaste aree del Ciad. Secondo il sito web della Farnesina per l'informazione ai viaggiatori sono a rischio "le zone orientali, in prossimità del confine sudanese, in particolare vicino al Darfur, a causa della presenza di movimenti di rifugiati e ribellioni. E' sconsigliata anche la zona settentrionale, per la presenza di banditismo e di movimenti ribelli e per la presenza di zone minate. La persistente insicurezza alle frontiere sconsiglia l'accesso al Paese per via terrestre, dalla Libia, dal Sudan e dalla Repubblica Centrafricana".
Quanto alla prima oasi disponibile nel Nord del Ciad si tratta di Bardai, principale centro abitato nella regione di Tibesti, a centinaia di chilometri dal confine fra Egitto, Libia e Sudan dove attualmente si troverebbe il convoglio degli ostaggi. Poco più a Sud di Bardai, nella catena montuosa al confine con il Niger, la seconda oasi praticabile per rifornirsi di acqua e carburante sarebbe Zouar, sede di un aeroporto militare ai tempi della guerra con la Libia per il controllo della striscia di Aouzou, zona 'cuscinetto' fra i due paesi.
Ma c'è anche una seconda ipotesi più incoraggiante, filtrata in queste ore al Cairo per bocca di fonti egiziane: quella di una soluzione imminente del sequestro sotto gli auspici di Tripoli, intenzionata a guadagnare credito non solo agli occhi di Roma, ma dell'Unione europea a discapito dei leader del mondo arabo, come il presidente egiziano Hosni Mubarak.
Le trattative temporaneamente interrotte nella giornata di ieri sarebbero di nuovo in corso, sotto gli auspici della fondazione a scopo umanitario del figlio del colonnello Gheddafi, Sayf El Islam Gheddafi.
Nell'area libica del Gebel El Uwainat, dove si troverebbe ora il convoglio, si segnala la presenza dell'oasi di Kufrah, che ospita - oltre a un malfamato centro di detenzione per immigrati clandestini - una base militare in funzione. Da lì gli ostaggi potrebbero essere condotti in salvo a Tripoli.
Un cordiale lampeggio di fari da Maki !!!
LR DEF 110 SW
"Jazzy white lady"
