Si ma ammettiamo che qualcuno di noi abbia reazioni allergiche agli additivi

Volevo dire questo, con un sistema progettato per la lavorare a 100 gradi e con temperature ambientali di -10 / + 40 gradi è sensato e motivato sforzarsi di ottimizzare (passivamente o meccanicamente/attivamente) la temperatura dell'olio per tamponare condizioni di lavoro costantemente al margine superiore del range di temperatura ambientale o del 10/20% superiore?

Nell'ipotesi spannometrica che a +5 o +10 gradi ambientali corrisponda un incremento della temperatura dell'olio di 1 o due gradi.
Penso alla coppa maggiorata/alettata. L'alettatura e la maggiore capacità (0,5 litri?) sono sufficienti a calmare i bollenti spiriti dell'olio del riduttore anche a veicolo pressocchè fermo? Es. prima ridotta, seconda ridotta in salita prolungata.
Ciao
Giuseppe
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