il 26/02/2026, 10:08
Quando dico che abbiamo principi differenti, è perché io mi sono accorto che avevo scambiato la libertà per comodità, voi credo non ancora.
Ero anch'io un codice fiscale, un contribuente, a cambio di questo lo stato mi dava, per quello che poteva, una protezione.
Però stavo assistendo, 30 anni fa, a un cambio graduale che mi faceva pensare alla famosa rana giá citata (e anche al paradiso dei topi, per chi non dovesse conoscere le due citazioni, è facile fare una ricerca).
Abbiamo abbandonato, alla caduta dell'impero romano, la semantica di schiavo (la massima espresione della violenza sull'individuo) per "servo" (semantica che fa pensare che svolgi un servizio).
La realtà cambiava poco, eri di propietà di una famiglia, ma dormivamo e mangiavamo, anche se in cucina, sotto lo stesso tetto e in più avevamo una paghetta.
Nel corso dei secoli abbiamo visto cambiare di nuovo la semantica, da servi diventiamo "sudditi" (proprietà di un re), ci hanno convinti che era un passo avanti, avevamo la decisione di quando e come lavorare, bastava pagare un tributo al re.
E il tempo libero era tuo.
La rivoluzione francese è stata la grande idea delle fondamenta del "sistema" (al tempo non si pensava tanto), ora eravamo "cittadini", con la nuova liberté" ovvero la "libertà di votare e scegliere il proprio collare", e diventiamo proprietà delle nostre stesse gabbie decise da un "parlamento".
Tutti uguali (legalité) ovvero collettività e non individuo, redistribuzione della ricchezza e dell'ingegno che la creava in nome di un "interesse comune".
La legalitè è ora la nuova regola, leggi fatte da altri a cui dobbiamo sottostare (e lo so, sicuramente ci sará il "fresco" che dice che noi eleggiamo i nostri legislatori (dimenticandosi poi che non rispettono le loro campagne elettorali in nome del proclamato divieto di "vincolo di mandato").
E ora siamo "contibuenti o utenti (di proprietà di un servizio, che non possiamo decidere, semplicemente è imposto).
Quindi, se vuoi o se non vuoi appartieni ora al servizio stato, al servizio gas, al servizio acqua, sanità, lavoro, etc..
Non hai più la connotazione di "individuo", sei la collettività contribuente.
Se fai parte della collettività e paghi le tasse, hai un servizio, sennó viene interrotto e, soprattutto, ti si vieta usare sistemi alternativi che non prevedano un pagamento allo stato.
Se non hai, nel vostro caso, in Italia, un codice fiscale non puoi muoverti, non hai accesso alla sanità, non puoi avere un lavoro (che comunque non è deciso da te nei modi e procedimenti), non hai diritto a nessuna "prestazione", perché non sei nel sistema.
Sei una persona pericolosa, come quelli a cui hanno recentamente tolto i figli perché, a parere dei "tecnici" non avevano una vita adeguata (vivevano come 70 anni fa, nei boschi, in una casa in un bosco senza impianti a norma legale, senza andare a scuola (il primo passo per insegnarti a ubbidire, a rispettare le regole che ti impongono) e quindi sei da catturare, rieducare e omogeneizzare.
Ora sei libero di fare quello che ti dicono che puoi fare, di lavorare in quello che ti dicono puoi lavorare e come (per il tuo bene, certo), di uscire di casa se hai il green pass (se no non esci, non per il tuo bene, non sei più individuo, ma pedina della colletività), puoi dire quello che vuoi ma occchio, ci sono limiti che altri impongono, e puoi uscire, quando vuoi se ti dó l'ok, e andare in una altro paese, ma se hai un documento (ok, non vale per tutti), se c'è un previo accordo, se ti ho dato un visto buono, etc.
Vedete ogni norma come una protezione, e non vi accorgete che hanno alzato la fiamma che vi sta bollendo, vi sembra di essere in una piacevole spa.
Negli anni 90 e 2000 il capolavoro: avevano giá frammentato la responsabilità, non era più un re (a cui potevi, se non lo volevi, lanciargli una freccia o deporlo magari tagliandogli la testa) ma facevi parte di un sistema senza una vera testa da tagliare, un muro di gomma su cui sbattevi (colpa di quello che comanda "sopra").
La globalizzazione e la unione europea: ora le decisioni hanno tante teste, bruxell, USA, China, bene comune.
non c'è un re a cui tagliare la testa, io stesso. estremamente critico, non saprei a chi "sparare" per ottenere una vita a me più consona.
Non ve ne state accorgendo, è normale, non fatevene una colpa se vi sembra tutto logico.
Perché criticare una telecamera nella strada, se non avete nulla da temere perché rispettate le leggi, quale dovrebbe essere il problema? Chissá se un giorno quello che oggi è normale diventa vietato.
Come andare la domenica a fare un giro con gli amici in Ciao seguendo l'argine fino al Po.
io ho 70 anni (quasi), ho la fortuna di non potre, per il normale scorrere della vita, vedere tanti cambi, ma ne avverto la pericolosità per mia figlia (che fortunatamente tengo lontano da europa, vive in australia) e la sfortuna di non poter vedere come va a finire, a meno che il cambio non sia in 5-8 anni.
Sono un osservatore che sbircia dalla finestra di casa, e che presume di sapere che se segue cosí non va a finire troppo bene.
Mi sbaglio assolutamente io? Forse sí, chissá no.
Come ho ribadito io sono al vertice, l'individuo: la mia sofdisfazione è al primo posto.
Dopo viene la famiglia, mia moglie e mia figlia (dopo, non prima).
Per me e per loro posso uccidere, senza battere ciglio.
Non mi interessa se l'aggressore è ora morto, ucciso da me, e i suoi figli e sua moglie non lo avranno più.
Un gradino piùi sotto i membri estesi, i miei cani e i miei gatti.
Più sotto ancora i miei beni, non sono tanti, il mio land rover e la mia casa sono quelli per cui posso uccidere per salvarli se sono alle strette.
Discorsi pericolosi? Possibilmente, ma è quello che però penso.
Non piacerà a molti, ma è quello in cui credo.
Cosí come mi resisto a chiamare signorina un tizio con barba e baffi, mi resisto a credere nelle favole dello stato.
E termino qui, per chi fosse interessato ci sono molte possibilità di informarsi, anrchismo individuale, anarchismo libertario capitalista, tanti nomi differentoi quanto i singoli pensieri di liberi pensatori come Max Stirner, Murray Rothbard, David Friedman. etc.
Sostengo la pratica della non aggressione (e ritengo lo stato una entità aggressiva), credo nella privatizzazione totale e nelle leggi libere della domanda offerta, appoggiola libertà integrale dell'individuo (vedi sempre la prima regola che mi dó, la non aggressione), credo nella propietà privata e nel libero mercato, e sono convinto che anche senza stato (anzi, soprattutto senza stato) l'ordine sociale ed economico sia spontaneo.
Saluti libertari a tutti.