Croll ha scritto:Quando dico che abbiamo principi differenti, è perché io mi sono accorto che avevo scambiato la libertà per comodità, voi credo non ancora.
Ero anch'io un codice fiscale, un contribuente, a cambio di questo lo stato mi dava, per quello che poteva, una protezione.
Però stavo assistendo, 30 anni fa, a un cambio graduale che mi faceva pensare alla famosa rana giá citata (e anche al paradiso dei topi, per chi non dovesse conoscere le due citazioni, è facile fare una ricerca).
Abbiamo abbandonato, alla caduta dell'impero romano, la semantica di schiavo (la massima espresione della violenza sull'individuo) per "servo" (semantica che fa pensare che svolgi un servizio).
La realtà cambiava poco, eri di propietà di una famiglia, ma dormivamo e mangiavamo, anche se in cucina, sotto lo stesso tetto e in più avevamo una paghetta.
Nel corso dei secoli abbiamo visto cambiare di nuovo la semantica, da servi diventiamo "sudditi" (proprietà di un re), ci hanno convinti che era un passo avanti, avevamo la decisione di quando e come lavorare, bastava pagare un tributo al re.
E il tempo libero era tuo.
La rivoluzione francese è stata la grande idea delle fondamenta del "sistema" (al tempo non si pensava tanto), ora eravamo "cittadini", con la nuova liberté" ovvero la "libertà di votare e scegliere il proprio collare", e diventiamo proprietà delle nostre stesse gabbie decise da un "parlamento".
Tutti uguali (legalité) ovvero collettività e non individuo, redistribuzione della ricchezza e dell'ingegno che la creava in nome di un "interesse comune".
La legalitè è ora la nuova regola, leggi fatte da altri a cui dobbiamo sottostare (e lo so, sicuramente ci sará il "fresco" che dice che noi eleggiamo i nostri legislatori (dimenticandosi poi che non rispettono le loro campagne elettorali in nome del proclamato divieto di "vincolo di mandato").
E ora siamo "contibuenti o utenti (di proprietà di un servizio, che non possiamo decidere, semplicemente è imposto).
Quindi, se vuoi o se non vuoi appartieni ora al servizio stato, al servizio gas, al servizio acqua, sanità, lavoro, etc..
Non hai più la connotazione di "individuo", sei la collettività contribuente.
Se fai parte della collettività e paghi le tasse, hai un servizio, sennó viene interrotto e, soprattutto, ti si vieta usare sistemi alternativi che non prevedano un pagamento allo stato.
Se non hai, nel vostro caso, in Italia, un codice fiscale non puoi muoverti, non hai accesso alla sanità, non puoi avere un lavoro (che comunque non è deciso da te nei modi e procedimenti), non hai diritto a nessuna "prestazione", perché non sei nel sistema.
Sei una persona pericolosa, come quelli a cui hanno recentamente tolto i figli perché, a parere dei "tecnici" non avevano una vita adeguata (vivevano come 70 anni fa, nei boschi, in una casa in un bosco senza impianti a norma legale, senza andare a scuola (il primo passo per insegnarti a ubbidire, a rispettare le regole che ti impongono) e quindi sei da catturare, rieducare e omogeneizzare.
Ora sei libero di fare quello che ti dicono che puoi fare, di lavorare in quello che ti dicono puoi lavorare e come (per il tuo bene, certo), di uscire di casa se hai il green pass (se no non esci, non per il tuo bene, non sei più individuo, ma pedina della colletività), puoi dire quello che vuoi ma occchio, ci sono limiti che altri impongono, e puoi uscire, quando vuoi se ti dó l'ok, e andare in una altro paese, ma se hai un documento (ok, non vale per tutti), se c'è un previo accordo, se ti ho dato un visto buono, etc.
Vedete ogni norma come una protezione, e non vi accorgete che hanno alzato la fiamma che vi sta bollendo, vi sembra di essere in una piacevole spa.
Negli anni 90 e 2000 il capolavoro: avevano giá frammentato la responsabilità, non era più un re (a cui potevi, se non lo volevi, lanciargli una freccia o deporlo magari tagliandogli la testa) ma facevi parte di un sistema senza una vera testa da tagliare, un muro di gomma su cui sbattevi (colpa di quello che comanda "sopra").
La globalizzazione e la unione europea: ora le decisioni hanno tante teste, bruxell, USA, China, bene comune.
non c'è un re a cui tagliare la testa, io stesso. estremamente critico, non saprei a chi "sparare" per ottenere una vita a me più consona.
Non ve ne state accorgendo, è normale, non fatevene una colpa se vi sembra tutto logico.
Perché criticare una telecamera nella strada, se non avete nulla da temere perché rispettate le leggi, quale dovrebbe essere il problema? Chissá se un giorno quello che oggi è normale diventa vietato.
Come andare la domenica a fare un giro con gli amici in Ciao seguendo l'argine fino al Po.
io ho 70 anni (quasi), ho la fortuna di non potre, per il normale scorrere della vita, vedere tanti cambi, ma ne avverto la pericolosità per mia figlia (che fortunatamente tengo lontano da europa, vive in australia) e la sfortuna di non poter vedere come va a finire, a meno che il cambio non sia in 5-8 anni.
Sono un osservatore che sbircia dalla finestra di casa, e che presume di sapere che se segue cosí non va a finire troppo bene.
Mi sbaglio assolutamente io? Forse sí, chissá no.
Come ho ribadito io sono al vertice, l'individuo: la mia sofdisfazione è al primo posto.
Dopo viene la famiglia, mia moglie e mia figlia (dopo, non prima).
Per me e per loro posso uccidere, senza battere ciglio.
Non mi interessa se l'aggressore è ora morto, ucciso da me, e i suoi figli e sua moglie non lo avranno più.
Un gradino piùi sotto i membri estesi, i miei cani e i miei gatti.
Più sotto ancora i miei beni, non sono tanti, il mio land rover e la mia casa sono quelli per cui posso uccidere per salvarli se sono alle strette.
Discorsi pericolosi? Possibilmente, ma è quello che però penso.
Non piacerà a molti, ma è quello in cui credo.
Cosí come mi resisto a chiamare signorina un tizio con barba e baffi, mi resisto a credere nelle favole dello stato.
E termino qui, per chi fosse interessato ci sono molte possibilità di informarsi, anrchismo individuale, anarchismo libertario capitalista, tanti nomi differentoi quanto i singoli pensieri di liberi pensatori come Max Stirner, Murray Rothbard, David Friedman. etc.
Sostengo la pratica della non aggressione (e ritengo lo stato una entità aggressiva), credo nella privatizzazione totale e nelle leggi libere della domanda offerta, appoggiola libertà integrale dell'individuo (vedi sempre la prima regola che mi dó, la non aggressione), credo nella propietà privata e nel libero mercato, e sono convinto che anche senza stato (anzi, soprattutto senza stato) l'ordine sociale ed economico sia spontaneo.
Saluti libertari a tutti.
zuckuss ha scritto:
oserei dire praticamente quasi estinti....aveva ragione Fanfango qualche anno fa, è un mondo che è morto.
Perdonami ma non mi pare un pensiero libertario il tuo se non malinteso da come descrivi le priorità.
In senso generale avverto nel tuo pensiero un senso di ragione ma non vedo il problema di libertà che descrivi un problema circoscritto all'Italia o all'Europa così come non credo che sia la larghezza della maglia a determinare il sistema. A maglia stretta lo vedi meglio che a maglia larga ma non mi pare che gli indios siano esenti dalla modernità e del vivere collettivo; Avranno certo meno impicci e devono fare comunque i conti con il mondo e il mondo è bello/brutto per tutti alla stessa maniera. Puoi nasconderti a 5000 metri nei deserti andini ma se ti vorranno, ti avranno. La differenza è solo che a me il caxxo in culo arriverà un po' prima che a te, un modesto vantaggio per prepararsi a ricevere il presente.
Croll ha scritto:Come ho ribadito io sono al vertice, l'individuo: la mia sofdisfazione è al primo posto.
Dopo viene la famiglia, mia moglie e mia figlia (dopo, non prima).
Per me e per loro posso uccidere, senza battere ciglio.
Non mi interessa se l'aggressore è ora morto, ucciso da me, e i suoi figli e sua moglie non lo avranno più.
Un gradino piùi sotto i membri estesi, i miei cani e i miei gatti.
Più sotto ancora i miei beni, non sono tanti, il mio land rover e la mia casa sono quelli per cui posso uccidere per salvarli se sono alle strette.
Discorsi pericolosi? Possibilmente, ma è quello che però penso.
Non piacerà a molti, ma è quello in cui credo.
Babbano ha scritto:Purtroppo non sempre ho il tempo di scrivere papiri dal telefono. E devo sintetizzare, che non è esattamente il mio dono principale, difatti certi commenti possono sembrare bruschi, ma non lo faccio apposta.
Il fatto dell'inculare il prossimo, era inteso nel caso di raduni o manifestazioni, di renderlo colposamente responsabile di una mia mancanza o negligenza, visto che lui è il "capofila".
E fin qua non credevo di doverlo specificare, mi sembrava una cosa ovvia.
Invece sul fatto dell'indirizzo, era una battuta, solo che non ho messo faccine. Della serie non solo croll ci mette la faccia con la foto sul profilo, la maggioranza (in teoria dovrebbe essere la totalità per regolamento) su africaland ci mette la "faccia"!
Praticamente hai scritto in 5 righe, da dove nascono TUTTI i problemi del mondo: è irrilevante l'etica, la giustizia o l'onestà, l'importante è proteggere il proprio orticello.
Io sono orgogliosamente diverso: per me l'onestà è più importante del sangue (e vale anche per il mio). Se ho sbagliato, me ne assumo la responsabilità, SEMPRE e sono anche disposto a pagare con la mia vita, se necessario.
Allo stesso tempo non favorisco qualcuno solo perché è mio parente, o non cerco di aiutare qualcuno solo perché è mio amico (sai quanti amici ho lasciato interdetti perché mi sono rifiutato di lasciare una recensione positiva di qualcosa che non conoscevo?).
fanfango ha scritto:Va beh, comunque....4x4xFar, di quanto sono diminuiti (circa) i raduni?
Croll ha scritto:Dici?
Mi figlia, in Autralia, cambia casa con quasi la stessa la facilità che noi cambiamo i jeans, e anche il lavoro.
In Honduras potevo vendere le mie banane, meloni e angurie, pomodori e yucca nel villagio vicino, senza che nessuno mi chiedesse se avevo codice fiscale e se pagavole tasse per le entrate (misere, ma mi aiutavano a vivere).
Europa ha il maggior numero di norme, non è una scoperta.
Che poi non sia più possibile, come una volta, scomparire questo è vero. Le norme ci impongono una sorta di tessera per qualunque cosa, o almeno un numero.
In effetti non siamo cittadini, contribuente (il termine con cui si riferisce a te lo stato nella varie manifestazioni di potere) è un nome per il numero a cui sei obbligato.
Sono pochi gli abitanti del mondo senza uno stato, mi vengono in mente quelli della isola Sentinel: si salvano fortunatamente perché le stesse norme che hanno inventato gli stati hanno limitato il loro potere (salvaguardia delle tribú o qualcosa del genere).
Stanno meglio o stanno peggio? Non lo so, quello che sembra è che non siano intenzionati a cambiare.
Tanti anni fa, mia madre aggiustava con la mcchina da cucire qualche strappo, o faceva qualche vestito per i vicini a cambio di un compenso.
Un compenso che sono sicuro possiamo definire modesto, ma che permetteva aiutare la famiglia.
ora devi essere iscritto, pagare delle tasse per aprire, avere un "laboratorio" normalizzato anche nelle dimensioni.
Mio padre comprava una 600 usata, girava le chiavi e andava dove voleva.
Importiamo banane dalla guinea o dalla costa d'avorio perché produrle in Spagna, ad esempio, costa di più che portarle a un porto a 4000 km di distanza, caricarle su una nave e distribuirle.
A me sembra che qualcosa non funzioni troppo bene, nonostante (io direi che sono la causa) tutte le normative imposte.
Ora con mercasur, abbiamo lasciato i partner commericali di USA, Russia e China (con cui siamo praticamente in guerra commerciale ) per andare a cercare quello che una volta si definiva terzo mondo, disattendendo una volta in più la filiera del 0 km.
Riempiamo di norme e costi la nostra gente e compriamo da chi le norme non le applica.
Bel sistema
Croll,
su alcune cose condivido, sono comunque "incuriosito" dal discoro libertario, ho avuto modo in passato di cominciare ad approcciare la filosofia, ma noto comunque tra voi un "eccesso" di libertà, tant'è che al primo posto della piramide tu metti te stesso, prima della figlia.
Ecco, ad esempio....per me mia figlia viene prima di me, senza se e senza ma.
Poi in linea di massima anche io sono un po' "orso": nella prossima vita, quando sarò ricco,mi costruirò un castello con 4 torri, fossato e ponte levatoio.....due contadini a curare bestiame e produrre beni di prima necessità, produzione autonoma di corrente e risaldamento, colubrine e cannoni sul camminamento....io dentro con la castellana e un paio di gatti e tutto il mondo fuori!
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Va beh, comunque....4x4xFar, di quanto sono diminuiti (circa) i raduni?
Croll ha scritto:Rileggi quello che hai scritto, quello che ho scritto io, fa un paio di ricerche in modo da comprendere, anche superficialmente, la scuola austriuca di economia, e poi se vuoi aggiungi un contributo più corposo e motivato.
Onestá, responsabilità, e avversione al nepotismo sono le basi dell'anarchia individuale liberlacapitalista (forse è in spagnolo, ma si capisce).
Ho una laurea in economia... so quello di cui parli e ti garantisco che non centra niente nel contesto.... peraltro condivido il principio del cd individualismo metodologico (ma appunto, non centra niente)
T.n.T. ha scritto:Secondo me, se questo è il risultato, dovreste interessarvi un po' meno di attualità...
Queste cose sono sempre successe (anzi, succedevano molto di più, una volta), solo che la gente non ci dava tutta questa importanza...
Comunque spero vi rendiate conto che sono discorsi politici e sul forum sarebbero contro il regolamento
Croll ha scritto:Chissá perché adesso ci diamo importanza, probabilmente siamo cambiati noi in peggio, più intolleranti! ???
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